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Servizi di ingegneria: il mercato cambia struttura dopo il PNRR

Il rapporto CNI 2025 evidenzia il ritorno ai livelli pre-Covid e la crescita di concessioni e appalti integrati

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Il mercato dei servizi di ingegneria e architettura in Italia entra in una nuova fase. Con l’esaurirsi progressivo dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il settore archivia il boom degli ultimi anni e torna su valori simili a quelli precedenti alla pandemia. A delineare questo scenario è il rapporto annuale 2025 del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), che analizza l’andamento delle gare pubbliche e le prospettive per professionisti e società.

Bandi in calo e PNRR ormai marginale

Nel corso del 2025 le stazioni appaltanti hanno pubblicato bandi per servizi di ingegneria e architettura per un valore complessivo di circa 1,23 miliardi di euro, confermando la flessione già avviata nel 2024. Un dato che segna il definitivo ritorno ai livelli ante Covid, anche perché la quota di gare finanziate con fondi PNRR si è ridotta a poco più del 2% degli importi a base d’asta.

I servizi di ingegneria “tradizionali” rappresentano ancora la fetta principale del mercato (oltre il 50%), seguiti dagli accordi quadro e dagli appalti integrati. Tuttavia, si registra un calo degli importi a base d’asta, scesi da 701 milioni di euro nel 2024 a 624 milioni nel 2025.

Un altro elemento significativo riguarda la dimensione delle gare: oltre il 70% presenta un importo inferiore a 140.000 euro, soglia sotto la quale l’affidamento potrebbe avvenire senza procedura competitiva. Le gare di importo più elevato risultano invece in forte diminuzione rispetto all’anno precedente.

Project financing e concessioni trainano i nuovi investimenti

Se il quadro generale evidenzia una contrazione, emergono però segnali in controtendenza. Il rapporto CNI mette in luce un forte aumento degli investimenti legati ad appalti integrati, project financing e concessioni, che nel complesso portano il valore degli stanziamenti per servizi di ingegneria oltre 25 miliardi di euro, più del doppio rispetto al 2024.

Nel dettaglio, nel 2025 sono stati rilevati:

  • 532 bandi di appalto integrato, per un valore complessivo di 6,1 miliardi di euro;
  • 157 operazioni in project financing, pari a 4,8 miliardi di euro;
  • 52 concessioni, con stanziamenti che raggiungono 9,1 miliardi di euro.

Numeri che confermano un cambiamento strutturale del mercato, sempre più orientato verso modelli complessi di partenariato pubblico-privato.

Equo compenso e anomalie nei bandi

Secondo il Presidente del CNI, Angelo Domenico Perrini, la fine della stagione straordinaria del PNRR era prevedibile, ma il rafforzamento di concessioni e project financing dimostra che le opportunità per ingegneri e progettisti non mancano. Resta però centrale il tema dell’equo compenso, ancora troppo spesso disatteso.

L’attività dell’Osservatorio bandi della Fondazione CNI lo conferma: su 3.480 bandi pubblicati nel 2025, oltre mille hanno richiesto approfondimenti e in più di duecento casi sono state segnalate anomalie alle stazioni appaltanti, soprattutto in relazione ai compensi e alla corretta determinazione degli importi a base d’asta.

Liberi professionisti penalizzati, crescono le aggregazioni

La flessione del mercato incide anche sulla distribuzione delle aggiudicazioni. I liberi professionisti continuano a faticare, soprattutto nelle gare di importo medio-alto, mentre il ruolo dominante resta quello delle società di ingegneria, che concentrano la maggior parte degli importi aggiudicati.

I dati migliorano quando si considerano forme di aggregazione tra professionisti e società, confermando che, in un mercato più selettivo, la collaborazione e le strutture organizzate rappresentano una strategia sempre più necessaria.

Ribassi di gara e nuove regole

Un ultimo aspetto riguarda i ribassi di aggiudicazione. Con l’entrata in vigore del correttivo al Codice degli appalti, nel 2025 i ribassi medi risultano più contenuti nelle gare sotto i 140.000 euro, mentre restano elevati nelle procedure sopra soglia. Un segnale che indica un primo effetto delle nuove norme, ma anche la necessità di continuare a vigilare sulla qualità delle offerte.

Uno scenario in trasformazione

Come sottolineato dal Centro Studi CNI, il mercato dei servizi di ingegneria e architettura sta cambiando pelle. Meno PNRR, meno bandi “tipici” e più operazioni complesse richiedono competenze elevate, maggiore programmazione e una pubblica amministrazione più consapevole. In questo contesto, qualità della progettazione ed equo compenso restano i nodi centrali per garantire uno sviluppo sostenibile del settore.

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09/02/2026

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